DISINFORMAZIONE DI STATO: RAI AVALLA BOMBARDAMENTO FAKE ▷ “ERRORE O COSA?”: L’EDITORIALE DI DURANTI



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Il termine ” #infodemia ” è nato quasi parallelamente alla pandemia e oggi va a consolidarsi in relazione alla #guerra in atto tra #Russia e #Ucraina. Ma cosa significa? Il concetto si rifà al sovraccarico delle #informazioni giornaliere e le fonti da cui attendere che spesso sono state (e lo sono tuttora) fonte di sgomento e angoscia per l’ #opinionepubblica. La tv, i social, i giornali online, lo stesso #internet. Sono elementi che a primo impatto sembrano facilitare l’accesso alle informazioni, ma se usati in modo improprio e compulsivo possono diventare istigatori di caos e false convinzioni. Il conforto che deriva dall’apprensione di notizie continue è in realtà un modo di operare inconscio che ci fa avvicinare prima ideologicamente da un lato, poi dall’altro. Gli esempi sono molteplici.

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L’episodio del #TG1

“Stiamo parlando della #RAI, un servizio pubblico che paghiamo forzatamente altrimenti ci staccano l’energia. C’era un’informazione che circolava riguardante un bombardamento avvenuto presso una centrale nucleare. Era una #fakenews ma la RAI, invece che ignorare la notizia (sapendo fosse fake), ha dato la linea al suo inviato che alla fine l’ha smentita”. Fabio #Duranti evidenzia un episodio avvenuto recentemente: il servizio di riferimento è andato in onda al Tg1 dove il conduttore, lanciando il collegamento, ha letteralmente affermato “i bombardamenti russi non si fermano, secondo informazioni di #Kiev”; subito dopo lo stesso ha lasciato la parola al suo inviato nella città che, smentendo la notizia, riferisce in diretta “qui è tutto sano, forse ci sono stati…”.
Ma perché quel ‘forse’? “Che senso ha dare una notizia del genere?” – si chiede Duranti – “Con questo sistema noi potremmo dire tutto e poi immediatamente dopo l’esatto contrario. Che senso ha dire una cosa per poi smentirla un minuto dopo? Significa comunque instillare nella testa delle persone che c’è il cattivo e il buono e compagnia cantando. Tutto questo ha una logica, noi non ce ne accorgiamo perché non conosciamo le tecniche di questi ingegneri sociali che studiano il comportamento umano e del nostro cervello da tanti anni. Questo è uno dei metodi per farci credere e poi digerire delle cose che altrimenti, se ragionassimo senza questi impulsi, ne faremo un’elaborazione completamente diversa. Forse, ragioneremmo un po’ meglio”

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