Draghi a Napoli, i disoccupati in piazza: ​«No alle armi, sì al lavoro»



È una giornata scandita delle proteste, quella che ha fatto da sfondo alla visita del presidente del Consiglio dei ministri, Mario Draghi, nel capoluogo campano. Oggi in città per sancire, insieme al sindaco, Gaetano Manfredi, il “patto per Napoli”: ovvero un accordo di 1,2 miliardi di euro – spalmati in 20 anni – per il Comune partenopeo che rientra nell’ambito della ripartizione dei fondi destinati ai Comuni capoluogo delle Città metropolitane: Napoli, Torino, Reggio Calabria e Palermo.

«Aumentano le tasse, dimezzano i salari. Coi nostri soldi pagate i militari» è il coro che hanno gridato, già dalle 6 e mezza di questa mattina, alcuni manifestanti del Movimento disoccupati 7 novembre che hanno “violato”, per circa un’ora, la zona rossa istituita intorno al Maschio Angioino, dove alle 11 – nella sala dei Baroni – è stato siglato l’accordo tra il Governo ed il comune partenopeo: «L’obiettivo del piano è colmare i divari territoriali, ormai insopportabili» ha spiegato lo stesso Premier nel corso dell’incontro.

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«No armi, si lavoro» è, invece, il testo apparso su uno striscione esposto dai disoccupati, all’alba, all’esterno del Castel Nuovo. Prima che le forze dell’ordine li invitassero a lasciare la zona rossa per farli dirigere verso la vicina piazza Municipio. Qui, per tutto il corso dell’incontro, ha avuto origine una spiccata protesta andata avanti per diverse ore. Alcune centinaia di antagonisti sono scesi in piazza per contestare la firma del “Patto per Napoli”, mentre altri semplicemente per palesare il proprio dissenso verso la presenza dell’ex presidente della Bce in città. Tra questi c’erano i disoccupati del Movimento 7 novembre, rappresentanze dell’unione sindacale di base, Potere al Popolo, il coordinamento No Green Pass napoletano, alcuni operai dell’ex Whirlpool di Napoli ed anche una delegazione dell’associazione popolare casa mia, nata per contrastare gli abbattimenti delle abitazioni abusive.

Servizio di Alessio Liberini

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