L’UE vuole il controllo totale delle nostre chat



Nel 2013 Edward Snowden, ex tecnico della CIA e collaboratore della Booz Allen Hamilton (azienda di tecnologia informatica consulente della NSA), iniziò a mettere a disposizione di alcuni giornalisti numerosi documenti top secret collezionati durante la sua attività per la NSA volti a rivelare dettagli sulle operazioni di sorveglianza di massa messe in atto dall’Agenzia in complicità con servizi di intelligence anche di altri Paesi nei confronti di cittadini e istituzioni statunitensi e stranieri.

Una delle rivelazioni più scioccanti di Snowden è che la NSA si serve di società hi-tech private per raccogliere i dati dei cittadini americani tramite un programma segretissimo chiamato “PRISM”. Le categorie di rilevamento di PRISM sono dieci: email, messaggi istantanei, video, foto, collegamenti di dati memorizzati su servizi cloud come Google Drive, chat vocali, trasferimenti di file, videoconferenze, dati di log-in e dettagli dei Social Network. Attraverso PRISM i funzionari della NSA possono anche attivare procedure di sorveglianza su specifiche persone quando queste effettuano ricerche su Google.

Il sistema tentacolare di spionaggio rivelato da Snowden non avviene soltanto nei Paesi “nemici” dell’Occidente, ma sono gli Stati Uniti i primi a spiare i propri cittadini e il mondo intero (pensiero allo spionaggio di diverse sedi NATO, dell’ONU, dell’Unione Europea e dei loro funzionari come rivelato anche da Wikileaks) utilizzando, spiega ancora Greenwald, il “principio della finestra a specchio”: «Il governo degli Stati Uniti spia chiunque nel mondo, compresi i suoi abitanti, mentre nessuno controlla le sue azioni. È la massima asimmetria concepibile, preludio di un potere illimitato, non soggetto a vincoli di trasparenza e responsabilità istituzionale».

E per non essere da meno l’UE ha deciso di sfruttare la minaccia della pedofilia e della pedopornografia per estendere sempre di più il proprio controllo anche sulle chat. Mercoledì 11 maggio la Commissione europea ha presentato un progetto di legge dell’UE sul controllo obbligatorio delle chat. La Commissione europea ha come idea quella di obbligare tutti i fornitori di servizi di posta elettronica, chat e messaggistica alla lettura dei messaggi alla ricerca di eventuali chat sospette. Con la motivazione ufficiale del contrasto alla pedofilia, i provider potranno scansionare, visionare e controllare tutti i messaggi, tutte le immagini sui siti, sui social, tutte le email alla ricerca di testi e foto “sospette”. Chi ci assicura che nel controllo dell’intelligenza artificiale non finiscano anche i messaggi di dissidenti che nulla hanno a che fare con il crimine?

Si tratta dell’ennesimo passo verso la creazione di uno stato di sorveglianza poliziesco a cui dobbiamo opporci con forza per difendere la nostra libertà e la nostra privacy.
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