ACCERTAMENTO BANCARIO DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE: ECCO COME CI SI DIFENDE!



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Hai versato o prelevato importi di denaro sul tuo conto oppure sul conto della tua società e credi che al Fisco non importi nulla?

Se sì, ti consiglio di guardare questo video.

Benvenuto sul mio canale. Sono Salvatore Cameli. Sono un avvocato tributarista e dal 2007 aiuto CFO, manager e imprenditori a risolvere complesse verifiche fiscali e avvisi di accertamento, annullando o riducendo il debito tributario.
È un’opinione abbastanza diffusa quella secondo cui i versamenti e i prelevamenti sul conto corrente non vengano attenzionati dal Fisco.
In realtà non è così.

L’accertamento bancario è uno dei principali strumenti utilizzati dall’Agenzia delle Entrate per individuare i redditi evasi da parte delle imprese e da parte delle persone fisiche.

L’obiettivo del Fisco è controllare la corrispondenza di ogni singola movimentazione effettuata dal contribuente (versamenti bancari e prelievi) con i redditi dichiarati da quest’ultimo.

Gli accertamenti relativi ai maggiori redditi da recuperare a tassazione considerano:
• i versamenti, se il contribuente non dimostra(i) che li ha considerati in dichiarazione o (ii) che non avrebbe dovuto considerarli ai fini della dichiarazione;
• i prelevamenti, se il contribuente non dimostra chi è il beneficiario degli importi.

Chi può essere interessato da un accertamento bancario?

L’accertamento bancario può essere effettuato dall’Agenzia delle Entrate e dalla Guardia di Finanza nei confronti di:
• imprese
• imprenditori;
• professionisti.

Tali soggetti possono essere oggetto di verifica da parte dell’Agenzia delle Entrate e da parte della Guardia di Finanza (sia come titolari del conto sia come cointestatari).

Devi sapere che nell’accertamento bancario l’Agenzia delle Entrate:
• può utilizzare nei confronti del contribuente anche le movimentazioni relative ai conti correnti di altri soggetti;
• può imputare all’impresa le movimentazioni transitate sui conti correnti intestati al socio, all’amministratore o ai relativi familiari.

In questi casi, l’onere della prova spetta al Fisco. L’Agenzia delle Entrate deve in particolare dimostrare che il soggetto a cui è intestato il conto corrente è solo formalmente il titolale, dovendosi invece attribuire le movimentazioni finanziarie effettuate (versamenti e prelevamenti) ad un altro contribuente.

3. Cosa considera l’Agenzia delle Entrate nell’ambito di un accertamento bancario?

L’accertamento bancario Agenzia delle Entrate considera:
• il conto corrente del contribuente;
• il libretto deposito del contribuente;
• il conto titoli;
• le operazioni effettuate al di fuori del conto corrente.

L’Agenzia delle Entrate può attribuire alla società le movimentazioni bancarie registrate sui conti correnti dei relativi soci (se viene dimostrato che sul conto del socio sono transitate delle somme imputabili alla società e da questa non dichiarate).

Tali considerazioni valgono sia per le società di persone sia per le società di capitali a ristretta base azionaria.

5. Accertamento bancario Agenzia delle Entrate: la difesa del contribuente!

Detto ciò, è innanzi tutto importante sapere che l’accertamento bancario dell’Agenzia delle Entrate costituisce una presunzione legale di tipo relativo.

Che cosa significa?

Ciò significa che è riconosciuta al contribuente la possibilità di dimostrare che – diversamente da quanto ritenuto dall’Agenzia delle Entrate nell’avviso di accertamento – le movimentazioni rilevate sul proprio conto non hanno rilevanza ai fini delle imposte sui redditi.

Nell’ambito di un accertamento bancario l’Agenzia delle Entrate invita solitamente il contribuente a fornire tutti gli elementi necessari per dimostrare la correttezza del comportamento fiscalmente adottato.
Questa prassi, è bene precisare, non è obbligatoria: la mancata convocazione del contribuente ai fini del contraddittorio non determina infatti la nullità dell’accertamento bancario (si veda la sentenza della Corte di Cassazione 13 maggio 2003, n. 7329).

Il contribuente ha però la possibilità di presentare un ricorso tributario dinanzi alla Commissione Tributaria territorialmente competente.

Per rimanere aggiornato e capire come risolvere le contestazioni dell’Agenzia delle Entrate iscriviti al mio canale e metti un like.

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#SalvatoreCameli #AvvocatoTributarista #Accertamentobancario

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